Sala del Piovego - Palazzo Ducale - Venezia
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INTERVENTO DI MANUTENZIONE DEGLI ARREDI TESSILI
La committenza (Soprintendenza Venezia Laguna) ci ha chiesto di realizzare alcuni interventi di manutenzione degli arredi della Sala del Piovego. Nello specifico:
rinnovare la copertura del grande tavolo delle conferenze presente nella Sala del Piovego
rinnovare gli arredi tessili di due divanetti lignei anch'essi presenti nella sala
rinnovare infine gli arredi tessili di alcune sedute presenti negli uffici attigui la Sala del Piovego

Alle richieste, tutto sommato semplici, della committenza abbiamo dato risposta osservando lo stato attuale della sala, la sua storia e la storia dei restauri che l'hanno interessata ponendo particolare attenzione a quello eseguito dal grande architetto Andrea Palladio nella seconda metà del '500 (l'intervento di restauro si conclude negli anni del dogado di Pietro Loredan che vanno dal 1567 al 1570: lo si evince dagli stemmi scolpiti sulle belle porte di accesso in legno di noce).
L'ispirazione di Andrea Palladio

Occorre pensare che a quel tempo (alla metà del '500) per i veneziani il fronte principale della Sala del Piovego non era la loggia settentrionale (che guarda la corte del palazzo Ducale) bensì quello meridionale che "attraverso la trama architettonica delle sontuose logge trecentesche, si affaccia su quella immensa platea acquea nella quale è all'ancora, a quei tempi, il naviglio che è l'espressione della potenza marittima della Repubblica" (rif. Prof.Arch. Antonio Foscari in "Andrea Palladio in Palazzo Ducale. Il restauro della Sala del Piovego e dell’Ufficio degli Auditori").
Palladio si ispira al Tempio di Vesta a Tivoli per ridisegnare l'andamento delle luci collocando il grande portale, e le due finestre al suo fianco, verso il bacino di San Marco, nella mezzaria della lunghezza della fronte meridionale del Palazzo Ducale.
Venezia, la città che non ha mai subito l'onta dell'invasione nemica

Evocando entro Palazzo Ducale un celebrato exemplum antico, Palladio intende attestare alla classe dirigente della Repubblica, alla quale si rivolge con quest’opera, la sua determinazione a fare risplendere anche in questa sede di straordinario prestigio istituzionale “la vera bellezza e leggiadria degli antichi"
Inoltre, stabilendo una sorta di ideale corrispondenza fra la cella di un tempio e la Sala del Piovego sacralizza, per così dire, uno spazio che si può considerare il nucleo fondante del Palazzo Ducale stesso, dacché il volume di questa Sala corrisponde più o meno a quello della Sala assembleare del Palatium Communis che su questo medesimo sedime era stato costruito allo scadere del XII secolo.
Ma non manca, nel contempo, di compiacere alla cultura politica dei suoi autorevoli referenti. Evocare Vesta, dea primigenia dei Romani, significa anche celebrare idealmente quella virtù, la Verginità, che nella concezione mitica che i veneziani hanno del loro Stato è connotato specifico di Venezia, la città che mai ha subito l’onta di avere il suolo calpestato da un esercito nemico.
La Battaglia di Lepanto (1595 / 1605)
Andrea Michieli detto Vicentino - Sala dello Scrutinio, Palazzo Ducale - Venezia
Il nostro intervento

Ha voluto essere rispettoso di questi concetti, della continuità tra l'esterno e l'interno, della tradizione marinara e della potenza marittima della Serenissima: abbiamo quindi ricercato negli archivi storici, nostri e dei nostri produttori, tessuti e trame che riprendessero il movimento delle acque della laguna, quello sfavillante luccichio che irrompe dalla ampie finestre disegnate e realizzate dal Palladio e che ancor oggi si affacciano sul bacino della Giudecca.
Tessuti con lavorazione a lampasso, di particolare pregio, realizzati espressamente per questo progetto da manifatture italiane ed ignifugati per rispondere alle contemporanee esigenze di sicurezza in materia di reazione al fuoco, lavorati parzialmente in laboratorio e parzialmente in loco facendo coesistere tra di loro lavorazioni artigianali eterogenee e combinando sapientemente la tradizione con l'innovazione tecnologica, senza lasciare nulla al caso e semplificando i processi creativi e realizzativi:
"La semplicità è la suprema sofisticazione" (Leonardo Da Vinci).
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